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Le tradizioni popolari A Sassari

 

La cavalcata nella tradizione - Sassari

La penultima domenica di maggio, a Sassari, è il giorno del grande appuntamento con il folklore della Sardegna, è il giorno della Cavalcata Sarda, che il 23 Maggio festeggerà il suo centenario. La prima vera Cavalcata fu, infatti, organizzata il 20 aprile del 1899 in occasione della visita di Umberto I e di Margherita di Savoia, venuti a Sassari per l'inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II che Giuseppe Sartori aveva innalzato al centro della Piazza d'Italia. La giornata finì con una grande cavalcata in costume la cui organizzazione era stata affidata ad Enrico Costa; sfilarono tremila persone e seicento cavalli, provenienti esclusivamente dalla provincia di Sassari.
La "Cavalcata" del 1999, oltre ad essere quella del centenario, sarà anche la 50° edizione "moderna", poiché dopo quella del 1951 ci fu un'edizione ogni anno, tranne nel 1982 in cui ne furono organizzate due: ci fu infatti una cavalcata speciale in onore di Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica.
"La Cavalcata Sarda" è una splendida vetrina di costumi sardi, una magica tavolozza di colori, un vero itinerario attraverso l'isola alla scoperta di antiche tradizioni. La festa chiama a raccolta, ormai da tutta la Sardegna, migliaia di partecipanti in costume tradizionale; la città apre le sue vie ad una festosa, entusiasmante, animata sfilata di gruppi provenienti da tutti i centri piccoli e grandi dell'isola. Ogni paese ha un suo costume tipico, affascinante per le sue fogge vivaci, sfarzoso per la ricchezza dei suoi ornamenti oppure misterioso per la sua severa semplicità. A tutto questo incanto si aggiunge l'ardimento di centinaia di cavalieri, orgogliosi di poter offrire un saggio della loro abilità equestre.
Il percorso della sfilata è cambiato negli anni, la conclusione è avvenuta di volta in volta all'Emiciclo, all'Ippodromo, allo Stadio, in Piazza d'Italia, in Corso Vico. Quest'anno la Cavalcata ritornerà nel centro con l’ "invasione" festosa della città da parte dei gruppi in costume.
La giornata di festa si conclude con la "Rassegna di canti e danze popolari" in Piazza d'Italia, spettacolo di musiche, ritmi e colori che anima la piazza dal pomeriggio fino a tarda notte.
La Cavalcata Sarda è una festa centenaria, che attrae ogni anno migliaia di spettatori provenienti da tutte le parti del mondo. In una giornata, le rappresentanze di più di 70 paesi appartenenti alle quattro province sarde si riuniscono per celebrare insieme un'identità comune fatta di innumerevoli differenze, simbolicamente espresse negli antichi e variopinti costumi, nei preziosi gioielli e soprattutto nelle danze e nelle canzoni.

Le radici della manifestazione sono da ricercare nella parata organizzata in onore della visita alla Sardegna di Umberto I e della regina Margherita di Savoia, avvenuta nel 1899. L'intenzione era quella di creare un evento tramite il quale poter mostrare al re l'orgoglio, il potere e la ricchezza della ex colonia del regno Sardo-Piemontese. La versione moderna, che si può ammirare ogni anno la terza Domenica di Maggio a Sassari, ha visto nel tempo nuove ed importanti aggiunte alla formula originale.

La sfilata dei gruppi folcloristici è stata infatti affiancata dalle pariglie che si tengono all'ippodromo locale nel pomeriggio, in cui i più bravi cavallerizzi sardi si sfidano in articolate e ammalianti acrobazie a cavallo; dai balli e dalle canzoni nelle varie piazze che intrattengono i turisti e visitatori sino a tarda sera. Ma l'evento principale che attrae e affascina la maggior parte del pubblico resta sicuramente la sfilata mattutina, durante la quale ammirare i più bei costumi tradizionali di tutta Italia.
CURIOSITA': La prima versione della Cavalca Sarda ebbe una risonanza strepitosa, tale successo fu dovuto anche ai fratelli Lumiere, che la filmarono con il loro prototipo di cinepresa, facendola conoscere a tutto il paese.

 

I candelieri - Sassari

La "Faradda" (letteralmente 'discesa') dei Candelieri, nasce in Sardegna ad opera delle corporazioni di Arti e Mestieri. I gremi, così vennero chiamate le corporazioni nell'isola, furono istituiti nel medioevo, durante il patronato di Pisa, che ne aveva caldeggiato a lungo la nascita. A questo periodo risale la processione alla vigilia dell'Assunta, nella quale però non era ancora stata introdotto l'uso degli enormi ceri. Negli anni bui del 1500 (vedi Storia), la città venne devastata da un'epidemia di peste, cessata proprio il 14 agosto; proprio allora le corporazioni crearono i monumentali ceri, che vennero portati a Santa Maria di Betlem, facendone voto alla Madonna. Da allora il voto viene rinnovato ogni anno, in una festa che rappresenta l'anima stessa dell'antico popolo sassarese.

La "Festha Manna" si svolge sempre il 14 d'agosto, con la benedizione dei ceri presso la chiesa del Rosario e la partenza lungo il corso, alle 18.00. I Candelieri, diversi per ogni gremio, portano il loro simulacro danzando al ritmo dei tamburi, che rimbombano nelle strette vie del centro. Arrivati davanti al Teatro Civico viene fatto il brindisi col sindaco, che li saluta dal balcone di rappresentanza. Dopo la bicchierata i Candelieri continuano la loro discesa attraverso il Corso straripante di persone. Arrivati alla chiesa di Santa Maria di Betlem vengono accolti dal Frate Guardiano, che fa entrare per primo l'Obriere dei Massai (Contadini). L'Obriere è il presidente della corporazione e quello dei Contadini riveste il ruolo più importante, che si concretizza nel rito dell'Intregu, con il quale il Sindaco e il capo gremio si scambiano i rispettivi stendardi nonché, durante la sosta al Teatro Civico, danno vita al famoso brindisi: A Zent'anni (a cent'anni).

 

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