| Le tradizioni popolari A SALERNO | | | Festa della Madonna delle galline - Pagani (Sa) Nella provincia di Salerno, a Pagani, la domenica dopo Pasqua si celebra la festa in onore della Madonna delle galline, risalente al 1500 quando, come dice la leggenda, un gruppo di galline, con le zampe, dissotterrò una tavola, nascosta per non farla rubare dai saraceni, raffigurante la Madonna del Carmelo. Altri invece ritengono che questa festa sia denominata così poiché in quel giorno il paese veniva riempito di pennuti. In questo giorno la Madonna viene portata in processione dall’alba al tramonto, per le strade del paese dove si possono ammirare coperte bianche stese in suo onore e la statua è accompagnata da galline e popolani che le offrono fiori, preghiere, e canti. In questo giorno è di tradizione per tutti gli abitanti cucinare carciofi arrostiti e il ragù per condire i tagliolini fatti in casa, e, si dica sia di buon augurio macchiarsi la camicia con il sugo, il tutto accompagnato da ottimo vino. Dopo il pranzo si continua con i festeggiamenti,spari di petardi, gare di tammurriate e canti che si protraggono per l’intera notte fino all’alba del giorno seguente in cui vengono consegnatele tamorre al santuario della Madonna. | | | La regata delle antiche repubbliche marinare - Amalfi (Sa) La Regata delle Antiche Repubbliche Marinare si disputa dal 1956 tra gli equipaggi delle città di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. La manifestazione è stata ideata con finalità promozionali e turistiche, rievocando gli avvenimenti più significativi della vita delle quattro Repubbliche Marinare La prima edizione ufficiale avvenne a Pisa il primo luglio di quell’anno. Da allora ogni anno la regata viene riproposta, a turno, nelle acque del mare ad Amalfi ed a Genova, dell’Arno a Pisa e della laguna a Venezia. La sfida è preceduta da un imponente corteo formato da 320 figuranti (80 personaggi a rappresentanza di ogni repubblica) che rievoca i caratteri, le vicende ed i personaggi della storia delle quattro antiche città marinare, che nel medioevo, solcavano i mari con le proprie flotte ottenendo prosperità e diffondendo la propria cultura in tutto il bacino del Mediterraneo attraverso il dominio militare e commerciale. Amalfi esibisce costumi storici che richiamano il periodo più florido dei suoi traffici mercantili. Genova rievoca i tempi di Guglielmo Embriaco, il condottiero crociato citato da Torquato Tasso nella Gerusalemme Liberata. Venezia ripropone l’episodio dell’accoglienza in onore al rientro a Venezia di Caterina Cornaro, vedova del re di Cipro e Gerusalemme, dopo l’ampliamento della repubblica veneta con quell’importante isola del Mar Mediterraneo Pisa riporta la leggenda dell’eroina pisana Kinzica de’ Sismondi che secondo la tradizione salvò la città dall’invasione dei saraceni, accorgendosi, di notte, del pericolo che incombeva sulla città. La fanciulla, suonando la campana della torre del Palazzo degli Anziani, chiamò a raccolta donne, vecchi ed adolescenti, dato che in quel periodo gli uomini, maturi per l’uso delle armi, erano impegnati con le galee ad assediare Reggio Calabria. Velocemente tutti i cittadini, allarmati, si armarono ed ingaggiarono una tenace lotta con Musetto ed i suoi uomini. La tradizione racconta che Kinzica, incurante del pericolo, incitava i concittadini alla resistenza della dura battaglia. Alla fine sconfissero i musulmani e nessuno di loro riprese il mare. | | | Santa Maria Assunta in Cielo - Positano (Sa) Nei giorni del 14-15 agosto nella provincia di Postano si festeggia la patrona, Santa Maria Assunta, insieme alla programmazione religiosa si verifica anche la fedele riproduzione dello sbarco dei Saraceni avvenuto nel 1558. In questa manifestazione le varie scene della cruenta e sanguinosa battaglia vengono narrate con estrema precisione accompagnati da intermezzi musicali. Questa straordinaria festa si conclude con i famosissimi giochi pirotecnici a mare di mezzanotte. | | | San Pantaleone - Ravello (Sa) Il 27 di Luglio si festeggia a Ravello la Festa di San Pantaleone, un medico che nel 305 non fu risparmiato al bagno di sangue che ordinò l’imperatore Caio Galerio Valerio Massimiano. Si narra che l’ ampolla con il sangue del santo giunse dal mare grazie a dei mercanti che la ottenerono da una donna cristiana e che furono costretti ad approdare a Ravello a causa di una grande tempesta. L’ ampolla fu portata con una grande processione alla Cattedrale ed in quel giorno, tutti i cristiani del luogo attendono la liquefazione del sangue nell’ampolla, custodita nella cappella dietro ad una inferriata. Per la popolazione è visto di buon auspicio lo scioglimento, anche se lento, del sangue nella tecla, e se ciò non accade è interpretato come un cattivo presagio da tutti. | | | Sant’Andrea - Amalfi (Sa) Le venerate ossa assegnate a Sant'Andrea apostolo, trafugate durante la IV Crociata da Costantinopoli (l'antica Bisanzio) nel 1210, oggi sono racchiuse tra meravigliose lastre istoriate sotto l'altare della cripita dell'antico duomo, scaturiscono una sostanza straordinaria:la manna. Un vecchio pellegrino, reduce dalla Terrasanta, si accorse del fatto soprannaturale il 29 novembre 1304; da allora le reliquie furono sistemate in modo che la manna potesse essere raccolta, mediante un canaleto, durante le sue frequenti emanazioni. Ora la manna si raccoglie sei volte all'anno, e si distribuisce in boccettine ai fedeli per il suo potere taumaturgico. Al Santo sono stati attribuiti anche miracoli di protezione: il 27 giugno 1544 salvo' la cittadina dall'attacco navale del pirata Barbarossa. Durante tutto il mese di novembre il Santo viene invocato, la sera presso la tomba, con la corona, una preghiera a piu' voci. La vigilia del 30, la statua argenta del Santo viene portata a braccia per le vie del paese, tra le devozioni dei fedeli. Alla sera solennemente si raccoglie la manna. Il giorno della ricorrenza principale, al mattino presto la festa viene annunciata dalle campane e dalla banda. Dopo le celebrazioni religiose avviene la processione della statua del Santo, che ritorna la sera nel Duomo. Il 27 giugno viene ricordato il miracolo del 1544; la statua viene condotta in corteo fino al mare e si festeggia con la banda musicale, le luminarie, i fuochi artificiali. | | |
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