Il lunedì in Albis di ogni anno, a Santa Anastasia, nell’ area del Parco Nazionale del Vesuvio si festeggia la Madonna dell’ Arco, protettrice, si dice, dei ladri e delle prostitute. Questa festa si racconta che sia nata molti secoli fa, quando nei pressi del luogo dove vi era custodita l’immagine sacra sorgeva un campo da gioco ed un giorno un giovane che non riuscì a vincere una partita, tirò con forza una boccia sul volto della Madonna che subito iniziò a piangere sangue, il giovane iniziò a correre per tutto il paese senza mai riuscire ad allontanarsi dall’immagine in tumefazione. Da allora, in quel giorno tutti i fedeli , vestiti di bianco con una fascia di colore diverso a seconda della propria congregazione, corrono battendo i piedi nudi sul selciato e, molti di loro, portando stendardi e immagini della Madonna fino al Santuario dove si può ammirare la tradizionale “caduta” ai piedi della Madonna chinando poi il viso in terra fino all’ ordine del “capo-paranza” . La fine di questo rito religioso avviene all’ interno del Santuario assistendo a molteplici crisi di religiosità che spesso, in casi estremi, finiscono in crisi epilettiche.
La festa dei gigli - Nola (Na)
La festa risale intorno al 1500 il giorno 22 di giugno se questo giorno cade di domenica, altrimenti, viene spostata alla domenica successiva a questa data. In questa ricorrenza si festeggia S. Paolino, vescovo di Nola che si offrì in riscatto di un giovane preso come schiavo dai Vandali e rilasciato quando il vescovo predisse al capo la sua fine, rivelando la sua vera identità. Quando rientrò a Nola tutti i popolani lo festeggiarono in processione con in mano dei gigli. Oggigiorno questa festa ha sorbito anche un lato pagano trasformandola in una grande festa che attira molti turisti. Si svolge un grande corteo che percorre le strade di questa città in cui “paranze” di circa 120 uomini trasportano sulle spalle dei “gigli”, ovvero 8 obelischi dell’altezza di 25 metri adornati di fiori e cartapesta finemente elaborata, facendoli ballare grazie alla guida del “capo-paranza”. Per la realizzazione di questa festa c’è il lavoro di una intera popolazione che si divide i vari compiti dall’ anno successivo e “studiano” minuziosamente ogni fase della processione e la creazione delle varie marce da suonare e ballare durante la processione.
Processione del Cristo morto - Procida (Na)
La processione del Cristo morto svolta nell’ isola di Procida risale al secolo XVI-XVII, che coinvolge tutti gli abitanti di questa isola, iniziando dalla preparazione delle statue raffiguranti i Misteri, scene di vita e di morte di Gesù. La processione inizia nella piazzetta antistante l’ Abbazia di San Michele con il suono di una tromba e tre colpi di tamburo, suono che anticamente accompagnava i condannati a morte dell’ antica Roma, e che accompagnerà tutta la processione insieme alla banda che intona la marcia funebre. I partecipanti indossano un abito bianco con un mantello, detto “mozzetta”, azzurro. Alla “coda” della processione vi sono gli “angioletti”, bambini di età inferiore ai 2 anni vestiti con un abito nero con ricami color oro, che circondano la statua della Madonna Addolorata, preceduto dalla statua di Cristo morto ed il pallio. La processione termina al porto di Mrina Grande e le statue dell’Addolorata e del Cristo vengono riportate all’ Abbazia, dove viene celebrata la funzione religiosa dell’ Agonia. Alla sera con una grande fiaccolata si riaccompagnano le due statue nella chiesa di S. Tommaso.
Sant’Anna - Ischia (Na)
Da più di un secolo nella stupenda isola di Ischia, il giorno 26 luglio si festeggia con una straordinaria ed esclusiva festa in onore di S. Anna, protettrice delle partorienti. Inizialmente in quel giorno tutte le donne incinte venivano portate, da un corteo di barche di pescatori addobbate con frasche e ghirlande di fiori, alla cappella della baia di Cartaromana per venerare l’effige della Madre della Madonna. Negli anni 30 questa tradizione ha iniziato a prendere la forma di una inimitabile e fantastica manifestazione che non ha eguali al mondo, nel fantastico scenario della baia accorrono una moltitudine di persone per ammirare la festosa processione di carri acquatici allegorici creando una incomparabile atmosfera insieme all’incendio del castello ed alla spettacolarità dei giochi pirotecnici.
San Gennaro - Napoli
San Gennaro protettore e santo patrono di Napoli viene festeggiato il 19 Settembre, data del martirio, questo evento è particolarmente seguito da tutta la popolazione campana poiché in quel giorno si attende il “miracolo” della liquefazione del sangue del martire, raccolto in due ampolle da una donna il giorno della sua decapitazione. Durante l’ attesa di questo miracolo nella cattedrale si possono udire prediche litanie e preghiere in dialetto napoletano. Come da tradizione, lo scioglimento del sangue è di buon auspicio per tutti i cittadini ed il mancato miracolo è interpretato come un avviso di sventura su tutta la città come successe nel 1973 con l’arrivo del colera e nel 1980 con il terremoto . Questo evento si ripete anche la prima domenica di Maggio in cui avviene il trasferimento delle reliquie dall’agro Marciano alla catacomba di Napoli, processione detta anche “delle statue” che è un insieme tra fede e folklore, ed il 16 Dicembre, anniversario dell’eruzione vesuviana.