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Le tradizioni popolari A Cagliari

 

Festa di S’Efisio - Cagliari

dal 1 maggio al 4 maggio

Dal 1 al 4 maggio la città di Cagliari celebra la Festa di Sant'Efisio. La ricorrenza affonda le sue radici nel Seicento. Da allora, ogni anno, l'evento si ripete con un lungo corteo che attraversa le principali strade del centro storico cagliaritano fin dalle prime ore del giorno, aprendo il passaggio alle traccas, vero simbolo della festa: carri a ruota piena, trainati da buoi, usati fino agli anni ’50 per i lavori agricoli e come mezzi di trasporto provenienti da diversi centri del Campidano di Cagliari. I carri vengono ornati per la festa con coperte tessute a mano, tappeti, fiori, prodotti della terra ed utensili della vita contadina. Fanno parte del corteo anche i Cavalieri del Campidano che precedono il Santo sui loro cavalli, ornati con ghirlande e fiocchi multicolori ed i Miliziani in divisa secentesca, con la berritta in panno rosso a forma di cilindro, corpetto analogo con alamari neri e bottoni dorati, gonnellino nero, calzoni e gambali. A precedere il Santo, davanti a questi corpi scelti di cavalieri e subito dietro le traccas, c’è un imponente rappresentanza di tutti i paesi della Sardegna. Una settantina di gruppi in costume provenienti dalle province della regione, a sottolineare la devozione e l’omaggio delle genti isolane al Martire Patrono, recitando o cantando le preghiere della tradizione religiosa isolana. La processione si snoda lungo le strade del centro storico tra due ali di folla emozionate ed esultanti. Il 1° maggio, a mezzogiorno in punto, al suono delle campane, sotto una pioggia di petali che vengono gettati dai balconi delle case di Stampace, il Santo esce dentro il grande secentesco cocchio dorato, trainato da una coppia di giganteschi buoi, lasciando così la chiesetta per incamminarsi verso Nora, luogo del suo martirio. Molto emozionante è il suo passaggio davanti al Palazzo Civico di via Roma, trasformata in un tappeto di petali dai mille colori e dove ha luogo il rito chiamato sa ramadura. La sagra, a quel punto, diventa festa di campagna: si passa per La Maddalena, Su Loi, Sarroch, Villa San Pietro, Pula e Nora. Il Santo viene quasi inghiottito dalla marea di gente che chiede, almeno per un attimo, di poterlo toccare, di gettare ai suoi piedi una richiesta di grazia. E’ notte fonda quando il corteo giunge a Sarroch, per la Messa solenne nella chiesa. L’indomani, il 2 maggio, prima tappa è Villa San Pietro, con le strade trasformate in un tappeto di fiori. Poi a mezzogiorno, si arriva a Pula con il tradizionale scambio delle insegne sul ponte, all’ingresso del paese, dove si svolge una sagra in miniatura. Solo in serata la processione prosegue verso la tappa centrale del pellegrinaggio: la chiesetta di Nora, luogo del martirio del Santo. Il 3 maggio è giorno di gran festa con messe a tutte le ore, il pranzo di gala, la processione a mare quindi, a tarda sera, il rientro a Pula per la notte. Il 4 maggio, si ripercorre, a senso inverso, il medesimo itinerario, con le stesse soste fino alla chiesetta di Giorgino, dove il santo riprende gli abiti della festa con i quali rientrerà in città. A Cagliari viene accolto, tra la luce di mille fiaccole, da migliaia di fedeli che vorranno accompagnarlo fino alla sua chiesetta, dove si svolge una sorta di festa privata dei cittadini che si riappropriano del loro Santo, dopo averlo prestato al mondo per quattro giorni.

 

Caccia alla giovenca - Gausila (Ca)

Di antichissima data, la manifestazione si svolge alle prime luci dell'alba del 14 agosto, vigilia della festa in onore di Santa Maria Assunta, aprendone di fatto i festeggiamenti.
La caccia alla giovenca (definita s’acchixedda) consiste nel liberare per i campi del paese un vitello che diviene così oggetto dell'attenzione "dei giovani scapoli" che si affannano per la sua cattura. Per conquistare la vittoria bisogna effettuare s’acchixedda a corrus limpius (cattura a corna pulite). La giovenca deve essere presa al laccio per le corna senza toccare le orecchie. Una volta catturata e legata è sistemata con le zampe avvolte da rami di mirto su un carro e riportata in paese, dove il parroco nel piazzale antistante la chiesa impartisce la benedizione. La cattura della giovenca dà diritto ad un premio: un fazzoletto rosso di seta, che vuol essere auspicio di prossimo matrimonio.
Gli aspetti pagani della festa sono connessi alla giovenca, simbolo di fertilità dei campi conservando abbondantemente simboli e significati originali.
Non manca, ovviamente, l’aspetto religioso legato alla devozione che tutti esprimono a Santa Maria de Austu (Santa Maria di agosto) come ringraziamento per il buon raccolto.

 

Antico sposalizio argentino - Selargius (Ca)

Seconda Domenica di Settembre

L' Antico Sposalizio Selargino, che si celebra nella chiesa parrocchiale dell'Assunta, è la rievocazione storica della cerimonia nuziale sarda campidanese. Gli sposi sono vestiti con l'antico abito nuziale sardo e vengono incatenati tra di loro alla fine della cerimonia. Si recano infine all'antica chiesa di San Giuliano, dove si scambiano la promessa, e scrivono in una pergamena un messaggio per i futuri figli, che verrà custodito e consegnato ai figli della coppia 25 anni dopo. Per questa festa tutto il paese si mobilita: molte persone indossano il costume sardo, si addobbano le strade con fiori, si espongono arazzi alle finestre e si offrono dolci per strada. Seguono in serata manifestazioni con gruppi folkloristici di tutta la Sardegna.


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